Scontro Trump-Zelensky: “Nessun compromesso con Putin il killer”. “Stai giocando con la Terza guerra mondiale”

I due presidenti alla Casa Bianca per la firma dell’intesa sui minerali. Salta la conferenza stampa finale. Il tycoon: “Non mostri gratitudine”. La replica: “Non sono venuto qui per giocare”. Meloni: “Divisioni ci indeboliscono. Ora vertice Usa-Ue-alleati”

di Sabrina Bellosi e Massimo Basile

AGI – Era iniziato con una stretta di mano, con i complimenti sull’eleganza di Volodymyr Zelensky. Ed è finito con uno scontro senza precedenti nella storia della diplomazia, il colloquio di oggi alla Casa Bianca tra il presidente americano Donald Trump e il leader ucraino. Venti minuti di botta e risposta senza filtri, davanti alle telecamere di tutto il mondo. E quell’accusa durissima di Trump a Zelensky: “Stai giocando con la Terza guerra mondiale”.

Zelensky ha ricordato le tappe che lo avevano condotto a Washington, l’inizio della guerra, la battaglia condotta da Kiev talvolta in solitaria contro “l’assassino” Vladimir Putin: “Non voglio compromessi”, ha chiarito. “Non voglio un cessate il fuoco”, ha proseguito, perché Putin “ha violato il cessate il fuoco 25 volte”. I toni sono saliti. “Vedete l’odio che lui ha per Putin – ha detto Trump ai giornalisti – è per me è davvero dura fare un accordo con quel tipo di odio”. Il presidente ha respinto l’idea che si sia schierato con il Cremlino: “Non sono allineato con nessuno – ha detto – sono allineato solo con gli Stati Uniti e per il bene del mondo, Voglio che si arrivi a un accordo”. E poi ha accusato Zelensky di “non essere riconoscente” e di non poter dettare le condizioni di negoziati: “Non hai carte in mano”. Poi il brutale ultimatum: “O facciamo l’accordo o siamo fuori e se noi usciamo, dovrai vedertela da solo e non hai le carte. Stai giocando con la vita di milioni di persone, stai giocando d’azzardo con la Terza guerra mondiale”. Zelensky è parso all’inizio spiazzato dalle parole, ma ha mantenuto la freddezza per rispondere: “Non sono venuto qui per giocare a carte”.

Con le voci che si sovrapponevano nel teso scambio, è intervenuto il vicepresidente Vance. “Penso che sia irrispettoso da parte tua entrare nello Studio Ovale e cercare di discutere questa questione di fronte ai media americani”. Ancora più minaccioso Trump: “Non sei davvero in una bella posizione ora”. Consapevole dello spettacolo in mondovisione, Trump ha chiuso la riunione: “Mi pare che le televisioni abbiano abbastanza materiale”. Che la situazione sia sfuggita di mano, o che entrambi avessero messo in conto e scientemente deciso la rottura in pubblico, lo strappo è stato tale da non poter essere ricucito subito.
“Mi hai ricevuto alla Casa Bianca per umiliarmi”, avrebbe detto Zelensky. Pochi minuti, e Trump ha fatto uscire su Truth la sua verità. “Sono arrivato alla conclusione che il presidente Zelensky non è pronto per la pace”, ha scritto, “può tornare quando è pronto”.
E a dispetto di tutto, Zelensky ha subito replicato di essere prontissimo. “Grazie Presidente Trump”, ha scritto su X dopo avere lasciato la Casa Bianca, “l’Ucraina ha bisogno di una pace giusta e duratura, e noi stiamo lavorando proprio per questo”.

La sala deserta della conferenza finale Trump-Zelensky

Tajani: “Tenere i nervi saldi

Meloni:”Divisioni ci indeboliscono.Ora vertice Usa-Ue-alleati”

 

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