La presidente del Consiglio partecipa alla riunione dei volenterosi: “Con Usa e Ue per le garanzie a Kiev. Zelensky: nessun accerchiamento dei nostri
AGI – “Stiamo trattando con Putin e credo stia andando ragionevolmente bene. È una situazione molto complessa, una guerra tremenda. Penso che Putin accetterà il cessate fuoco. Ne sapremo un po’ di più lunedì, speriamo che vada bene”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in una video intervista alla testata ‘Full Measure’ di cui è stata pubblicata un’anticipazione su YouTube.
Fare pressione sul presidente russo affinché “si sieda finalmente al tavolo” e “fermi gli attacchi barbari all’Ucraina” è, secondo la stampa britannica, l’obiettivo del primo ministro inglese Keir Starmer che ha convocato per oggi una riunione di 25 leader mondiali per definire le linee generali di una coalizione di paesi disposti a “sostenere una pace giusta e duratura” in Ucraina.
“Il totale disprezzo del Cremlino per la proposta di cessate il fuoco del presidente Trump dimostra solo che Putin non prende sul serio la pace“, ha affermato Starmer. Il primo ministro britannico e il presidente francese Emmanuel Macron stanno lavorando da settimane per formare una “coalizione di volenterosi”, il cui scopo sarebbe quello di dissuadere la Russia dall’attaccare nuovamente l’Ucraina in caso cessate il fuoco.
Secondo Downing Street, l’incontro di oggi servirà “a esplorare ulteriormente il modo in cui i paesi intendono contribuire alla coalizione, in vista di una sessione di pianificazione militare della prossima settimana”. L’impegno potrebbe assumere la forma dell’invio di truppe (Parigi, Londra e Ankara si sono già dette pronte ad agire) ma anche di un maggiore supporto logistico. “Se la Russia si siederà finalmente al tavolo dei negoziati, dovremo essere pronti a monitorare il cessate il fuoco per garantire che si tratti di una pace seria e duratura”, ha detto Starmer. Se Mosca invece rifiutasse di firmare l’accordo proposto dagli Usa “allora dovremo fare tutto il possibile per aumentare la pressione economica sulla Russia affinché ponga fine a questa guerra”, ha aggiunto.
Oltre a Starmer, al presidente francese Macron e al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno confermato la loro presenza anche il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il leader spagnolo Pedro Sanchez. Si prevede che saranno presenti anche il capo della NATO Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Ancora incerta la presenza di Giorgia Meloni. Ci sarà la Turchia, il secondo esercito più grande della NATO, che ha gia’ dichiarato di essere pronta a schierare le sue truppe in Ucraina “se necessario” per garantire la pace. Alla riunione virtuale parteciperanno anche Canada, Australia e la Nuova Zelanda.
Meloni: “Con Ue e Usa per le garanzie a Kiev. No all’invio di soldati italiani
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla riunione in videoconferenza organizzata dal Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, sull’impegno a favore di una pace giusta e duratura, che assicuri la futura sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, si legge in una nota di Palazzo Chigi. Il Presidente del Consiglio ha confermato che l’Italia intende continuare a lavorare con i partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti per la definizione di garanzie di sicurezza credibili ed efficaci, ribadendo che non è invece prevista la partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno.
Zelensky, nessun accerchiamento dei nostri
Continua l’attività delle nostre forze in alcune zone della regione di Kursk. Le unità eseguono i compiti esattamente come richiesto. Grazie alle forze ucraine a Kursk, un numero significativo di truppe russe fu ritirato da altre direzioni. Le nostre truppe continuano a contenere i gruppi russi e nordcoreani a Kursk. Non c’è alcun accerchiamento delle nostre truppe”, lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. “Vediamo anche aree lungo il nostro confine orientale con l’Ucraina dove l’esercito russo sta rafforzando le sue forze. Ciò indica la volontà di colpire la nostra regione di Sumy. Lo capiamo e lo contrasteremo. Vorrei che tutti i partner capissero esattamente cosa sta pianificando Putin, a cosa si sta preparando e cosa esattamente ignorerà”. “L’aumento delle forze russe indica che Mosca intende continuare a ignorare la diplomazia. La prolungata guerra della Russia è evidente. Siamo pronti a fornire ai nostri partner tutte le informazioni reali sulla situazione al fronte, nella regione di Kursk e lungo il confine”.
Cremlino, i leader Ue come cagnolini ai piedi di Trump
“Come previsto dal presidente Vladimir Putin, i leader europei sotto Trump si comportano come cagnolini ai piedi del loro padrone”. Lo ha detto il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov, come riporta Ria Novosti. Il consigliere ha ricordato le parole del presidente russo secondo cui Trump, con il suo carattere, ripristinerà rapidamente l’ordine e i leader europei “si metteranno ai piedi del padrone e scodinzoleranno nervosamente”. “Putin li ha descritti come dei cagnolini affettuosi ai piedi del loro padrone, beh, è più o meno quello che sta succedendo adesso”, ha detto Ushakov.
Proseguono gli attacchi
I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 126 droni ucraini che sorvolavano le regioni russe durante la notte. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, secondo quanto si legge sul sito della Tass. “Nella notte scorsa, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno distrutto e intercettato 126 droni ucraini: 64 sul territorio della regione di Volgograd, 38 sul territorio della regione di Voronezh, 14 sul territorio della regione di Belgorod, sette sul territorio della regione di Bryansk, due sul territorio della regione di Rostov e uno sul territorio della regione di Kursk”, ha affermato il dicastero.
L’aeronautica militare ucraina ha annunciato di aver distrutto 130 droni lanciati dalla Russia durante attacchi notturni. Gli ucraini hanno anche denunciato un attacco con droni a Odessa causato gravi danni, un incendio e feriti. Sono stati inoltre “significativamente” danneggiati gli impianti energetici della Dtek, il principale fornitore privato di energia dell’Ucraina, nelle regioni di Dnipropetrovsk e Odessa. Ancora, due persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite nell’Oblast di Kherson, dove i russi hanno preso di mira ‘infrastrutture critiche, aree residenziali degli insediamenti nella regione, danneggiando anche sette grattacieli e 27 case’.
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