FdI risponde all’appello: faremo da mediatori con Roma. La Regione chiede 1,3 miliardi
Non c’è più tempo. Abbiamo bisogno di una forte iniziativa di tutte le forze politiche che porti a convocare il commissario governativo per l’emergenza idrica». Il presidente Michele Emiliano si rivolge a Roma a conclusione del dibattito in Consiglio regionale sulla crisi idrica. Usa parole gravi. La carenza di acqua avrà effetti molto seri, in Puglia ma non solo, se continuerà a non piovere (si veda l’articolo in basso). Il suo intervento chiude una lunga discussione andata in scena davanti a banchi dei consiglieri poco affollati: nella maggioranza di centrosinistra ma pure nelle poltroncine dell’opposizione.
Emiliano arriva in Aula con la delibera di giunta approvata lunedì. Un dossier di 80 pagine che fa l’analisi della situazione e fissa un concetto: per salvare i 500 milioni di metri cubi riservati ogni anno al potabile, bisogna razionare l’acqua destinata all’agricoltura (tra i 700 e gli 800 milioni di metri cubi, in tempi ordinari).
Il provvedimento della giunta serve a smorzare l’accusa di inerzia che tuttavia arriva dall’opposizione nel corso del dibattito. La delibera è la «Fase Due» dell’emergenza idrica già proclamata nei mesi scorsi dalla giunta. Prende atto delle misure di risparmio disposte dall’Acquedotto e fissa la cornice degli investimenti: opere avviate per 630 milioni e investimenti a medio e lungo termine per altri 2 miliardi. La Regione ha ottenuto dal Fsc (fondo sviluppo e coesione) 735 milioni, chiede al governo i restanti 1,3 miliardi. Ecco perché Emiliano si rivolge a Roma e all’intervento del commissario Nicola Dell’Acqua (nomen omen, si potrebbe dire).
Il presidente, in Aula, ha illustrato i provvedimenti principali citati dalla delibera e decisi «dalla cabina di regia» Regione, Aqp, Consorzi di bonifica, Acque per il Sud. «In questi nove anni – ha detto Emiliano – abbiamo salvato la proprietà pubblica di Aqp, ma abbiamo anche ereditato un disastro senza precedenti sui consorzi di bonifica e la relativa sospensione delle cartelle esattoriali». Ora, promette il governatore, Aqp è pronto a fare accordi con tutte le Regioni del Sud, per prendere l’acqua e fornire tecnologia, «ma ci vuole una regia e questa lo deve fare il governo».
Il gruppo di FdI non fa sconti alla Regione, ma accoglie la richiesta di Emiliano: «Si avvicinano le elezioni – dice una nota del gruppo – e il centrosinistra si accorge che manca l’acqua. E che fa? Getta la palla nel campo del governo nazionale.
E allora FdI, in modo collaborativo, è pronto a dare una mano intercedendo con il governo perché possa essere rimodulato parte dell’accordo di coesione (i fondi Fsc), o anche mediante il Por (fondi Ue), visto gli interventi idrici rivestono carattere prioritario».
Pure dalle altre opposizioni, durante la seduta, è arrivato un rosario di critiche. Fabio Romito (Lega), presidente della speciale commissione sull’acqua, ha messo in luce la necessità di «inaugurare una stagione legislativa dedicata alla salvaguardia della risorsa idrica». «Certo – ha continuato Romito – occorrono più investimenti, più infrastrutture, più opere pubbliche, ma anche più attenzione normativa. Non è pensabile che si sprechino quantità infinite d’acqua per gli scarichi domestici o non si recuperino le acque reflue». Tema su cui invece si è soffermato Emiliano che ha parlato di 200 milioni di metri cubi che si possono recuperare: non in tutta la Puglia ma solo dove è consentito dagli impianti di trattamento.
Paolo Pagliaro (Puglia domani) ha invocato una sospensione dei tributi richiesti dai consorzi per venire incontro alle maggiori spese a carico degli agricoltori: argomentazione respinta dall’assessore Donato Pentassuglia. In apertura è arrivato il grido di dolore di Antonio Tutolo (Per la Puglia) per la situazione nel Foggiano. Giannicola De Leonardis (FdI) e Napoleone Cera (Lega) hanno puntato l’indice sulle «responsabilità politiche del centrosinistra negli ultimi 20 anni».
fonte: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Be the first to comment on "Crisi idrica in Puglia. l’allarme del governatore: «Sull’acqua intervenga Palazzo Chigi»"